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RAM GOPAL

Il "pandit" è morto a Londra Abitò a Venezia fino al 1999 Lo ricorda l’allieva veneziana


Nella casa alla Giudecca aveva creato un angolo della sua amata India e, probabilmente, guardando fuori dalla finestra che dava sul bacino di San Marco, sapeva vedere in quel paesaggio mozzafiato qualche scorcio della sua terra natia. Ram Gopal , il leggendario ballerino e maestro della danza classica indiana Bharata Natyam, il primo danzatore al mondo che aveva saputo portare e far apprezzare quest'arte antica in Occidente, aveva eletto Venezia, con Londra e la Provenza, a dimora adottiva, nel suo continuo andirivieni dall'India dove andava ad abbeverarsi alla fonte della danza indiana più autentica.

A Venezia abitò fino al 1999 quando, data l'età ormai avanzata, decise di ritirarsi definitivamente a Londra dove è morto l'altra settimana a un'età approssimativa tra gli 80 e i 90 anni. Anche l'età di Ram Gopal si perde infatti nella leggenda del suo personaggio: il maestro di danza è sempre stato reticente sulla sua data di nascita, e le fonti forniscono dati discordi, 1912, 1917, 1920. All'estremo saluto, in una Londra immersa in una luminosa giornata di sole, sono accorsi i più cari amici, seguaci e artisti. Tra questi anche una delle sue ultime allieve predilette, una danzatrice veneziana, Monica Rizzardi in arte Ishvari, che da qualche anno con le sue danze di ricerca e di grande impatto emotivo cerca di trasmettere gli insegnamenti del maestro indiano. «Mi dispiace solo di averlo incontrato in età avanzata», ricorda. «Così ho potuto assimilare da lui la profonda filosofia della danza indiana, ma ho dovuto accontentarmi di farmi raccontare le sue irripetibili performance sui palcoscenici di mezzo mondo».

Nato a Bangalore, in India, da padre indiano e madre birmana, Ram Gopal ha studiato le diverse forme di danza indiana, andando a scovare i migliori insegnanti in molte città. È in una di queste che venne notato da una ballerina americana, La Meri, specializzata in forme artistiche non occidentali, la quale lo invitò a unirsi a lei per un tour. Era il 1938. Due anni dopo il debutto con un proprio spettacolo a New York, e da quel momento la sua stella cominciò a brillare nel cielo. Prima e dopo la seconda guerra mondiale fu protagonista di famosi tour, da solo o con la compagnia, rappresentando ufficialmente l'India in festival di danza a New York (1948), in Inghilterra (1954), in Scozia (1956). Ram Gopal portò in Occidente la conoscenza dei nove sentimenti della danza indiana, dallo "shiringara" (l'erotismo) attraverso le varie emozioni fino allo "shanti" (la calma interiore). Ma la sua forza fu l'aver saputo fondere le tradizioni dell'Oriente e dell'Occidente: lui credeva fortemente nell'identità del singolo con l'umanità e si sforzò di far brillare la luce che è dentro il cuore dell'uomo, così che «l'Intelligenza superiore che danza dentro l'anima» ha potuto rivelarsi nel "ritmo dei cieli", che è anche il titolo della sua autobiografia pubblicata nel 1957, e tradotta in italiano proprio da Monica Rizzardi e in attesa di pubblicazione.

Ram Gopal a Venezia condivise la sua vita con Claude Lamorisse, che divenne la sua compagna alla morte del marito, il regista cinematografico Albert Lamorisse. Con i suoi inseparabili turbanti di seta e gli anelli luccicanti, il maestro divenne una presenza carismatica e coinvolgente anche in laguna dove amava attorniarsi dell'affetto di molti amici, artisti italiani e stranieri con i quali amava intrattenersi e frequentare il teatro la Fenice, la Biennale d'Arte, l'Harry's Bar, il caffè Florian. Sul finire degli anni Ottanta, Ram Gopal incontrò a Venezia Monica Rizzardi, giovane studentessa in danza classica indiana Bharata Natyam e ne rimase rapito. Con profonda passione coltivò Monica come allieva e le trasmise la sua tradizione del Bharata Natyam nell'antico stile Pandanallur, creando così una preparata danzatrice cui lui stesso attribuì il nome artistico di Ishvari Devi.

«Dal 1990 al 2003», racconta Monica, «ho continuato a studiare incontrando Ram Gopal a Venezia, a Londra, in Provenza e a Bangalore, in India, sua città natale: ho abitato per parecchi mesi con lui nella stessa casa, presso una nota famiglia inglese molto cara a Ram . Un'esperienza indimenticabile». Durante questo soggiorno a Bangalore Ram Gopal presentò Monica-Ishvari a Leela Ram anathan, già partner di danza del maestro, nota esponente del Bharata Natyam e presidente del Karnataka Nritya Kala Parishat. «Con lei ho proseguito la conoscenza dell'antico repertorio di danze classiche del sud dell'India, poiché l'età del grande maestro e danzatore ne aveva indebolito il fisico, ma certamente non il suo spirito e la sua mente».

L'ultimo grande riconoscimento nel 1999 quando la regina d'Inghilterra, Elisabetta II, lo insignì dell'Ordine dell'Impero Britannico. Ma probabilmente quello che più gradì gli venne dal governo indiano che gli diede il titolo di "pandit", che in Indù significa "il maestro".

(Graziano Tavan - Il Gazzettino 9/11/2003)

 
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