
Ishvari e i ritmi
rituali tra papiri e fior di loto
C’è un filo rosso che sembra unire gli antichi
templi dell’Egitto, dell’India e dell’Etruria: osservando
le forme, le linee, i bassorilievi, le statue, i bronzi, le sculture,
Monica Rizzardi in arte Ishvari, che da anni studia la danza antica
indiana, ha individuato che tra queste civiltà esistono le medesime
matrici arcaiche del simbolismo, della gestualità, dei sigilli,
o chiavi, o mudra, “per aprire le porte a quello stato di coscienza
più sottile, più elevato, verso questa fusione con il
Tutto”. Fin dalle origini l’uomo ha probabilmente danzato,
sperimentando il piacere e la soddisfazione che davano i movimenti ritmici.
Nell’antico Egitto, come pure nell’India antica, particolare
importanza rivestiva la danza come rituale propiziatorio e di buon auspicio,
eseguito da danzatrici scelte: le Ancelle di Dio. “ La danza rituale”,
spiega Monica Rizzardi, è “un mix di musica, poesia, recitazione,
ritmo, e si caratterizza per una complessa capacità di coordinazione
di occhi, braccia, mani, piedi, successioni di pose geometriche e pose
scultoree, accompagnata anche da un aspetto espressivo dove la danza
comunica le sottigliezze delle emozioni.”
Sabato e domenica a Mestre, Monica Rizzardi offre al pubblico qualche
momento di bellezza dalle pagine di queste antiche storie, danzando
un ballo che con i suoi movimenti ritmici “espande amore sui presenti”(…).
Si aprirà con il saluto del consigliere culturale Moshen Sedki
dell’ambasciata di Egitto a Roma e sotto gli auspici del governo
egiziano la due giorni dedicata alla scoperta del luogo sacro per eccellenza
dell’Antico Egitto, la città di Abydos. (…)
(Graziano Tavan - Il Gazzettino - Cultura e Società
11 ottobre 2002)