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In laguna la sensualità dell'India
Monica Rizzardi è la prima italiana ballerina professionista dei ritmi nati sul sacro Gange


Venezia
Dolcissima ed emozionata. Gli occhi ben marcati da una matita nera. Le labbra rosso fuoco. La fronte chiusa da un diadema di perline e pietre preziose che incorniciano i neri capelli raccolti tra fiori dai lunghi petali bianchi.

La veneziana Monica Rizzardi , in arte Ishvari, ha fatto così l'ingresso ufficiale nel gotha della Bharata Natyam, la più antica forma di Arte indiana: lei è la prima italiana a ricevere le "Cavigliere d'oro", atto simbolico che in India riconosce ufficialmente la danzatrice professionista. Il debutto e la consacrazione nei giorni scorsi a Bangalore, in India, al teatro Ada Rangamandira. Sul palco, abito verde attillato, dita delle mani e dei piedi dipinte di rosso come una sacerdotessa, Monica è riuscita a dimostrare di aver assimilato non solo i movimenti e i ritmi, ma anche spirito e spiritualità, gestualità e sensualità di quel mondo che si è sviluppato tra l'Indo e il Gange. Il prestigioso riconoscimento è stato dato a Monica Rizzardi dalla nota guru della danza indiana, Smt.

Leela Ramanathan alla fine di una cerimonia suggestiva con offerta di fiori, frutta e benedizioni. «Quando sono salita sul palcoscenico mi sembrava di vivere un sogno», racconta Monica . «Ma era tutto vero e per me quello era l'esame decisivo. Davanti a me, seduta in prima fila, la commissione di esperti governativa presieduta da Deepali Pal, direttore del consiglio indiano per i rapporti culturali (Iccr). Io dovevo cimentarmi nell'estenuante prova dell'Arangetram (Rangapravesham) che consiste nel dimostrare di saper padroneggiare un intero repertorio esibendosi davanti a un pubblico di intenditori».

Tra loro anche l'ottantenne prof. U.S. Krishna Rao, il maggior critico ed esperto vivente di danza indiana, che negli anni '40-'50 fu un famoso danzatore indimenticabile per i duetti con la moglie U.K. Chandrabhaga, la "Coppia d'Oro" nella storia della danza classica indiana. «Nel vedere Monica ballare», ha commentato a fine spettacolo, «la mia memoria, non senza una punta di nostalgia, è tornata a quel lontano 1943 quando con mia moglie ballai gli stessi temi pensati per noi dal grande guru Meenakshi Sundaram Pillai di Tanjavur. Proprio un'emozione».

E l'altro grande esperto, anche lui ottuagenario, S.N. Chandrasejhar ha scritto sul Kannada Prabha, l'autorevole quotidiano di Bangalore: «Il primo brano d'invocazione a "Ganesha e a Brahma" mostravano la perfezione nei movimenti e nelle pose. La rappresentazione delle mani, del collo e i movimenti degli occhi: il linguaggio del suo corpo era perfetto».

Ora Monica è pronta a portare da Venezia la danza clasica indiana in tournee per l'Italia.

Graziano Tavan


 
monica rizzardi