DANZANDO L'INDIA
Quando si ha la possibilità di assistere ad uno
spettacolo di danza indiana ci si trova sospesi tra l'incapacità
di comprendere e l'estasi quasi ipnotica creata dall'atmosfera che ci
circonda, oltre ad esser pervasi dalla percezione di una realtà
più profonda; mi riferisco in particolare alla danza Bharata
Natiam di cui abbiamo potuto godere il 19 luglio a Marotta in uno spettacolo
presentato in Piazza Kennedy.
La Bharata Natiam colpisce al cuore e allo spirito, ti ammalia con le
sue movenze che arrivano a noi attraverso i secoli da una terra che
ha tanto da raccontare, dove ritroviamo la danza come elemento della
sacralità, raffigurata sulle facciate dei templi e legata alla
tradizione della “devadasi”: sacerdotessa colta, maestra dell'amore,
simbolo di una società matriarcale legata al tempio.
L'iniziativa è stata promossa dal Centro Studi Oriente Occidente,
associazione presente sulla scena regionale dal 1994, fondata dal dr.
Giuseppe A. Possedoni, giornalista appassionato di indologia e religiosità,
con l'obbiettivo di “favorire i raffronti fra tradizioni, religioni
e culture”, come continuazione della plurisecolare tradizione di studi
e ricerche marchigiane legate all'Oriente, che ha visto molti esponenti
illustri nei secoli, tra cui Matteo Ricci(missionario gesuita fondatore
degli studi sinologici in Cina nel ‘600) e Giuseppe Tucci (appassionato
traduttore e ricercatore di testi buddisti e delle altre religioni dell'Asia
orientale).
Sundara, questo il nome dello spettacolo, si traduce con bellezza, termine
adatto ad una rappresentazione di questo genere che più di tutto
è un inno in cui musica, danza, canto e poema si armonizzano
sotto il filo conduttore di una splendida lirica.
Ad unire il tutto è Ishvari Devi, alias Monica Rizzardi, che,
con questa danza che trova le sue radici nell'antica tradizione del
sud dell'India, da un'interpretazione ai poemi cantati e suonati dal
gruppo che l'accompagna, attraverso un simbolismo che sfugge all'occhio
occidentale, ma che ipnotizza, creando movimenti secchi e al tempo stesso
armonici e sensuali; lei stessa ci dice “La danza rituale è un
mix di musica, poesia, recitazione, ritmo e si caratterizza per una
complessa capacità di coordinazione di occhi, braccia, mani,
piedi, successione di pose geometriche e pose scultoree, accompagnata
anche da un aspetto espressivo dove la danza comunica le sottigliezze
delle emozioni”
IL GAZZETTINO DI FANO Sport e Spettacolo