
Dio lavora in molti modi per rappresentare
le sue meraviglie
Autore prof. Monica
Rizzardi
Nella scienza tradizionale indovedica, l’arte è usata come
strumento per trasmettere l’insegnamento dei valori da instillare
nell’anima del popolo.
Il sentimento dell’amore come pure quello di pace, di non violenza,
di rettitudine, sono alla base di tale verità.
L’artista investito nel ruolo di mediatore di tale comunicazione,
è un messaggero vero e profondo di questi valori.
La danza classica indiana, Bharata Natyam, nella sua peculiarità
dell’uso completo del corpo, infallibile strumento di azione che
non può mentire, arriva attraverso lo specchio dei suoi gesti,
direttamente al cuore e alla mente dello spettatore come un potente
appello visivo per innalzare la natura più alta dell’uomo,
virando gli istinti oscuri di guerra, odio e così via.
Nella comunicazione dello ‘Shringara Rasa’ , ossia il sentimento
d’amore, amore che se vissuto profondamente porta allo stato di
pieno appagamento, alla ricongiunzione con il Principio Cosmico, con
la Realtà Assoluta, con il Sé o con Dio come dir si voglia,
la tradizione Vedica si pone la domanda come poter far capire alla gente
questo concetto astratto di amore verso il Divino, di per sé
facile ma chissà perché come tutte le cose più
semplici, difficile da realizzare.
Per poter trasmettere agli esseri umani questa verità, nell’uso
della forma espressiva del teatro-danza, si parte dalla semplice comprensione
dello stato d’animo dell’amore tra due innamorati, oppure
dell’amore tra madre e figlio, e così via per tutti gli
altri sentimenti che investono la personalità di ogni essere,
per arrivare al suo superamento, non più proiettivo, ma cosciente,
consapevole degli stati emozionali attraverso la grande alchimia che
il Bharata Natyam utilizza nella sua formula.
Nell’esecuzione artistica della danzatrice, il tema dell’amore
tra l’eroina e il suo amato è così simbolicamente
rappresentato dall’innamorata che invoca a sé il suo prediletto.
Trascendendo questo piano umano, reale, vissuto da qualunque essere
che ha sperimentato il sentimento dell’innamoramento, spostandosi
ad un livello più alto , proiettando questo stato d’animo
a tutto il Creato, esso diviene uno stato devozionale, è possibile
allora trovare l’anello di congiunzione per richiamare a sé
la Forza Divina, l’Energia Cosmica, la Coscienza Universale, il
Brahma dalla quale mai ci siamo separati, ma che solo la nostra mente
offuscata dalle tenebre dell’ignoranza ha reso invisibile.
L’artista di straordinaria sensibilità, non ha paura di
mettersi in gioco e giocando con il suo corpo fa di esso uno strumento
per l’espressione dello spirito. Nell’assolvere alla sua
missione, quella di mettere incanto sugli altri, prima di tutto la danzatrice
deve aver messo questo incanto dentro di sé, ed è partendo
da questa consapevolezza che il contemplare Dio e la bellezza di ogni
cosa, in quanto tutto parte di un ritmo, di una danza, la danza della
vita, la danza cosmica di Siva, il danzare può divenire un’esperienza
dell’anima.
